Ciclismo: che cosa mangiare e bere prima, durante e dopo una pedalata

Ciclismo: che cosa mangiare e bere prima, durante e dopo una pedalata: guida pratica Herbalife Italia

Ciclismo: che cosa mangiare e bere prima, durante e dopo una pedalata

IN BREVE

La domanda non ha una risposta sola, perché un'uscita di quaranta minuti e una di quattro ore sono due cose diverse. La variabile che comanda è la durata, seguita da intensità e temperatura.

Sotto i 60-75 minuti, per una persona che ha mangiato normalmente nella giornata, l'acqua è di norma sufficiente. Non serve assumere carboidrati durante l'uscita: le riserve di glicogeno bastano.

Fra 1 e 2,5 ore il quadro cambia. La posizione congiunta di American College of Sports Medicine, Academy of Nutrition and Dietetics e Dietitians of Canada indica un'assunzione di 30-60 grammi di carboidrati all'ora. È l'intervallo che copre la maggior parte delle uscite amatoriali lunghe.

Oltre le 2,5-3 ore l'indicazione arriva fino a 90 grammi all'ora, ma a una condizione tecnica precisa: quantità così alte si tollerano solo con miscele di zuccheri diversi, perché un singolo tipo di zucchero satura le vie di assorbimento intestinale.

Sui liquidi non esiste un numero universale. La sudorazione varia enormemente da persona a persona e con il clima. Il metodo praticabile è pesarsi prima e dopo un'uscita in condizioni confrontabili e usare quel dato come riferimento personale. Per uscite oltre l'ora, o con caldo intenso, l'aggiunta di sodio alla bevanda è indicata.

Dopo, per la maggior parte dei ciclisti amatoriali, un pasto normale che comprenda una fonte di carboidrati, una di proteine, verdura e liquidi copre il fabbisogno. Le finestre temporali strette contano soprattutto quando si ripete uno sforzo importante entro poche ore.

Due cose vanno dette con chiarezza. La prima: fermatevi in caso di dolore toracico, capogiro, confusione, nausea intensa, cessazione della sudorazione con caldo o vista annebbiata. La seconda: dal dicembre 2024 il Codice della Strada prevede che il sorpasso di una bicicletta avvenga, dove le condizioni della strada lo consentano, a una distanza laterale di almeno 1,5 metri.


Vuoi saperne di più? Prenditi il tuo tempo: è un onore che tu voglia continuare la lettura!


Prima di partire

Il pasto principale

L'obiettivo di un pasto che precede un'uscita è arrivare in sella né appesantiti né a corto di energia. Nella pratica questo significa un pasto consumato con un anticipo sufficiente a completare almeno in parte la digestione, con una quota di carboidrati come componente principale e una quantità contenuta di grassi e fibra, che rallentano lo svuotamento gastrico.

L'anticipo consigliato varia molto da persona a persona: chi digerisce rapidamente può mangiare più vicino alla partenza, chi ha uno stomaco più lento ha bisogno di più margine. Non esiste un numero valido per tutti, e questo è uno dei motivi per cui non troverete qui uno schema orario.

L'uscita al mattino presto

È la situazione che genera più dubbi. Chi parte all'alba spesso non ha tempo né voglia di fare un pasto completo. Per un'uscita breve e a bassa intensità la partenza a stomaco vuoto è generalmente ben tollerata da chi vi è abituato. Per un'uscita lunga o intensa, un apporto di carboidrati facilmente digeribili prima della partenza riduce il rischio di trovarsi in difficoltà nella seconda parte.

Fa eccezione chi ha alterazioni della glicemia o assume terapie che la influenzano: in quel caso la scelta non è una preferenza personale ma una questione clinica.

Idratazione di partenza

Arrivare già in deficit di liquidi rende tutto più difficile. Non serve caricarsi d'acqua nell'ultima mezz'ora — produce solo la necessità di fermarsi — ma un'assunzione regolare nelle ore precedenti è utile.

Durante la pedalata

Perché la soglia sta intorno all'ora

Le riserve di glicogeno di una persona allenata coprono uno sforzo di intensità moderata per un tempo che, in prima approssimazione, si misura in un paio d'ore. Sotto i 60-75 minuti, quindi, il problema non si pone. È oltre quella soglia che l'apporto esterno di carboidrati inizia a fare la differenza, e diventa determinante man mano che l'uscita si allunga.

Le quantità e il loro limite tecnico

L'intervallo dei 30-60 grammi all'ora è quello che l'organismo assorbe in modo affidabile con una fonte di carboidrati singola. Per superarlo servono miscele di zuccheri differenti, che utilizzano trasportatori intestinali distinti. È il motivo per cui l'indicazione fino a 90 grammi all'ora è tecnicamente vincolata alla composizione di ciò che si assume, e non è semplicemente "mangiare di più".

Una precisazione onesta: quantità elevate richiedono un adattamento graduale dell'intestino. Provare per la prima volta un apporto alto durante una gran fondo è il modo migliore per ritrovarsi con disturbi gastrointestinali. Chi vuole arrivare a valori alti dovrebbe abituarsi progressivamente in allenamento — e chi non fa uscite di quelle dimensioni non ha alcun motivo di avvicinarsi a quei numeri.

I liquidi e il sodio

La velocità di sudorazione dipende da massa corporea, intensità, temperatura, umidità, abbigliamento, acclimatazione e caratteristiche individuali. Due ciclisti nello stesso gruppo, con lo stesso clima, possono perdere quantità molto diverse.

Per attività di durata superiore a circa un'ora, le raccomandazioni ACSM sul reintegro dei liquidi indicano che l'inclusione di sodio nella bevanda migliora la palatabilità e favorisce la ritenzione dei liquidi assunti.

Va ricordato anche il rischio opposto: bere a un ritmo superiore alla velocità di sudorazione, in uscite lunghe, può portare a iponatriemia, una diluizione del sodio plasmatico rara ma potenzialmente seria. Il messaggio "bevi il più possibile" non è corretto.

Il caldo

Con temperature elevate cambia tutto: la sudorazione aumenta, la percezione della fatica peggiora a parità di potenza, e la tolleranza allo sforzo si riduce. Le indicazioni ragionevoli sono di carattere organizzativo — anticipare l'orario di partenza, prevedere punti di rifornimento, ridurre l'intensità attesa, portare più liquidi di quanti se ne porterebbero in condizioni miti — e valgono a maggior ragione per chi non è acclimatato.

Tabella: come cambia la strategia con la durata

Durata dell'uscita Liquidi Carboidrati durante Sodio Note
Fino a 60-75 min Acqua, secondo sete Di norma non necessari Non necessario Vale per chi ha mangiato normalmente nella giornata
1-2,5 ore Acqua, assunzione regolare 30-60 g/ora Utile oltre l'ora Intervallo indicato dalla posizione congiunta ACSM/AND/DC
Oltre 2,5-3 ore Volume maggiore, calibrato sulla sudorazione personale Fino a 90 g/ora Indicato Le quantità alte richiedono miscele di zuccheri diversi e adattamento graduale
Qualsiasi durata con caldo intenso Aumentato rispetto alle condizioni miti Come sopra per durata Indicato Ridurre l'intensità attesa; pianificare i rifornimenti

Unità di misura: grammi di carboidrati per ora di attività. Fonte: Position of the Academy of Nutrition and Dietetics, Dietitians of Canada, and the American College of Sports Medicine — Nutrition and Athletic Performance (2016); ACSM position stand su esercizio e reintegro dei liquidi. Valori di riferimento per adulti sani in attività ricreativa o amatoriale; non costituiscono un piano individuale.

Dopo l'uscita

Il recupero si costruisce su tre elementi: reintegro dei liquidi, ripristino del glicogeno e apporto proteico a supporto dei processi di riparazione.

La rilevanza pratica del "quando" dipende dal contesto. Per chi ripete uno sforzo importante entro poche ore — una tappa, un secondo allenamento nella giornata — la rapidità conta. Per chi fa un'uscita e poi rientra nella normale routine, un pasto completo consumato nelle ore successive è sufficiente, e l'ossessione per la finestra temporale è largamente sovrastimata nella comunicazione sportiva.

Una nota sul peso: se dopo l'uscita si registra una perdita di peso corporeo rispetto alla partenza, si tratta principalmente di liquidi, non di grasso. Interpretarla altrimenti porta a conclusioni sbagliate.

Segnali che impongono di fermarsi

Alcuni segnali non vanno gestiti "stringendo i denti":

  • dolore o oppressione al torace, al braccio o alla mandibola;
  • capogiro, sensazione di svenimento, vista annebbiata;
  • confusione, difficoltà a rispondere in modo coerente;
  • cessazione della sudorazione con caldo, pelle molto calda e arrossata;
  • nausea intensa, vomito, crampi diffusi;
  • affanno sproporzionato rispetto allo sforzo o palpitazioni irregolari.

In presenza di uno di questi elementi la condotta corretta è fermarsi in sicurezza, mettersi all'ombra, avvisare qualcuno e, per i sintomi cardiaci o neurologici e per il sospetto di colpo di calore, contattare i servizi di emergenza.

Un discorso a parte merita la cosiddetta "cotta": l'esaurimento acuto delle disponibilità energetiche, con debolezza improvvisa, tremore, difficoltà di concentrazione. È in gran parte prevenibile con un apporto adeguato di carboidrati nelle uscite lunghe. Chi ha diabete o assume farmaci che influenzano la glicemia deve però trattare qualsiasi episodio di questo tipo come una questione clinica, non sportiva.

Sicurezza stradale

La nutrizione conta poco se la strada non è gestita bene. Alcune indicazioni derivano direttamente dalla normativa vigente in Italia.

La legge 177 del 25 novembre 2024, in vigore dal 14 dicembre 2024, ha modificato l'articolo 148 del Codice della Strada introducendo, al comma 9-bis, che il sorpasso di un velocipede da parte di un veicolo a motore avvenga con adeguato distanziamento laterale e, ove le condizioni della strada lo consentano, con una distanza di sicurezza di almeno 1,5 metri. La stessa riforma ha stabilito che le biciclette non possano circolare sulle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto e ha reso più esplicite le condizioni di affiancamento fra ciclisti su itinerari ciclopedonali e nelle zone ciclabili.

Restano gli elementi pratici che non dipendono da una norma: essere visibili — luci anteriori e posteriori funzionanti, abbigliamento chiaro o riflettente, soprattutto all'alba e al tramonto — tenere una traiettoria prevedibile, segnalare le manovre, e considerare che un ciclista in difficoltà per un problema alimentare o di calore è anche un ciclista meno lucido nel traffico. Il casco, indipendentemente dagli obblighi previsti per le diverse categorie di mezzo ed età, è una misura di protezione ampiamente raccomandata.

Errori comuni

  • Provare una novità il giorno dell'evento. Alimenti, bevande e quantità vanno testati in allenamento.
  • Applicare le quantità da uscita lunga a un giro di un'ora. È il fraintendimento più diffuso e produce solo un apporto energetico non necessario.
  • Bere solo quando si ha molta sete in uscite lunghe. In sella l'attenzione è altrove e lo stimolo arriva tardi.
  • Confondere perdita di peso post-uscita con perdita di grasso. È acqua.
  • Partire a stomaco vuoto per abitudine acquisita da altri. Ciò che funziona per un compagno di gruppo può non funzionare per voi.
  • Sottovalutare il caldo perché ci si sente allenati. L'acclimatazione richiede tempo e non si improvvisa.

Quando rivolgersi a un professionista

  • in presenza di diabete o di terapie che influenzano la glicemia, prima di impostare qualsiasi strategia in bici;
  • in presenza di patologie cardiovascolari, respiratorie o renali note;
  • dopo un episodio di malessere in sella, anche se risolto;
  • se compaiono disturbi gastrointestinali ricorrenti durante le uscite;
  • se si passa da attività ricreativa a volumi importanti o all'agonismo;
  • in gravidanza e nel post partum, dove le indicazioni sono specifiche.

FAQ

1. Devo mangiare durante un'uscita di un'ora?

Di norma no, se avete mangiato normalmente nella giornata. L'acqua è sufficiente. L'apporto di carboidrati diventa rilevante oltre i 60-75 minuti.

2. Quanti carboidrati all'ora servono in un'uscita di due ore?

L'intervallo indicato dalle linee guida sportive è 30-60 grammi all'ora per attività fra 1 e 2,5 ore. È un riferimento generale, da adattare alla propria tolleranza in allenamento.

3. Come faccio a sapere quanto devo bere?

Non esiste un valore standard. Il metodo praticabile è pesarsi prima e dopo un'uscita in condizioni confrontabili e usare la differenza come riferimento personale.

4. Le bevande con sali servono sempre?

No. Per uscite brevi l'acqua basta. Il sodio diventa rilevante oltre l'ora di attività o con caldo intenso.

5. Devo mangiare entro trenta minuti dalla fine?

La rapidità conta soprattutto se ripetete uno sforzo importante entro poche ore. Per un'uscita seguita dalla normale routine, un pasto completo nelle ore successive è adeguato.

6. Posso pedalare a digiuno?

Molti lo fanno per uscite brevi e a bassa intensità e lo tollerano bene. Non è però indicato per uscite lunghe o intense, e non è una scelta libera per chi ha alterazioni glicemiche o assume terapie che le influenzano.

7. Che cosa faccio se mi sento male in sella?

Fermarsi in sicurezza, mettersi all'ombra, avvisare qualcuno. Per dolore toracico, confusione, capogiro o sospetto colpo di calore, contattare i servizi di emergenza.

Fonti

  • Thomas D.T., Erdman K.A., Burke L.M. — Position of the Academy of Nutrition and Dietetics, Dietitians of Canada, and the American College of Sports Medicine: Nutrition and Athletic Performance. Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, 116(3):501-528, 2016. https://www.jandonline.org/article/S2212-2672(15)01802-X/abstract
  • Sawka M.N. et al. — American College of Sports Medicine position stand. Exercise and fluid replacement. Medicine & Science in Sports & Exercise, 39(2):377-390, 2007. PMID 17277604. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17277604/
  • World Health Organization — WHO Guidelines on Physical Activity and Sedentary Behaviour, 2020. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK566045/
  • Legge 25 novembre 2024, n. 177 — modifiche al Codice della Strada, in vigore dal 14 dicembre 2024; art. 148, comma 9-bis (sorpasso dei velocipedi). https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.codiceRedazionale=24G00199&atto.dataPubblicazioneGazzetta=2024-11-29
  • Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti — Sicurezza stradale: in vigore le modifiche al Codice della Strada, 14 dicembre 2024. https://www.mit.gov.it/node/20207
  • EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies — Scientific Opinion on Dietary Reference Values for water. EFSA Journal 2010;8(3):1459. https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/1459
  • Ministero della Salute — Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, pagina corrente consultata il 24 luglio 2026. https://www.salute.gov.it/new/it/tema/ondate-di-calore/piano-nazionale-la-prevenzione-degli-effetti-del-caldo-sulla-salute/

Articoli correlati

  • Quanta acqua bere e come riconoscere la sete vera (Articolo 5)
  • Cardio in palestra: zone di intensità, durata e progressione (Articolo 2)
  • Caldo, sudore e reintegro: principi generali
  • Perché dopo l'allenamento ho più fame? (Articolo 11)
  • Alimentazione intorno all'allenamento: principi generali