IN BREVE
Sulla stessa confezione convivono informazioni diverse che vengono spesso confuse fra loro. Vale la pena separarle.
"Da consumarsi entro" è la data di scadenza. Riguarda la sicurezza e si applica ad alimenti molto deperibili dal punto di vista microbiologico. Superata quella data il prodotto non può essere venduto e non va consumato.
"Da consumarsi preferibilmente entro" è il termine minimo di conservazione, il TMC. Riguarda la qualità: indica fino a quando l'alimento mantiene le proprie proprietà specifiche, se conservato correttamente. Un alimento che ha superato il TMC non è automaticamente da buttare — la Commissione europea stima che fino al 10% degli sprechi alimentari nell'Unione sia collegato proprio al fraintendimento delle indicazioni di data.
La distinzione è fissata dal regolamento (UE) 1169/2011, all'articolo 24 e nei relativi allegati.
Il lotto è un'informazione diversa da entrambe: serve alla tracciabilità, cioè a identificare la partita di produzione. È fondamentale in caso di segnalazioni, richiami o contatti con il servizio clienti. Si trova in genere vicino alla data, spesso preceduto dalla lettera "L".
Le condizioni di conservazione — temperatura, luce, umidità, indicazioni dopo l'apertura — sono parte integrante dell'etichetta. La data indicata vale solo se quelle condizioni sono state rispettate: un TMC lontano non protegge un prodotto lasciato al sole.
Un chiarimento che risolve molta confusione: il simbolo del barattolo aperto con un numero e la lettera M — il PAO — riguarda soltanto i cosmetici, non gli alimenti.
E la regola che vale sempre: se la confezione è danneggiata, rigonfia o alterata, o se aspetto e odore non sono quelli attesi, il prodotto non si usa, indipendentemente dalla data.
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Le due date, spiegate bene
"Da consumarsi entro": la data di scadenza
È riservata ai prodotti microbiologicamente molto deperibili: latticini freschi, carni e pesci confezionati, piatti pronti refrigerati, alcune preparazioni a base di uova.
Il significato è di sicurezza. Oltre quella data il prodotto è considerato a rischio, non può essere venduto né somministrato, e non va consumato. Non è una questione di qualità organolettica: un alimento oltre la data di scadenza può avere aspetto e odore normali ed essere comunque inadatto.
Va sempre accompagnata dall'indicazione delle condizioni di conservazione da rispettare, tipicamente una temperatura massima.
"Da consumarsi preferibilmente entro": il TMC
È il termine entro il quale l'alimento conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione. Si applica a prodotti stabili: pasta, riso, conserve, prodotti da forno secchi, oli, surgelati.
Il TMC riguarda la qualità, non la sicurezza. Superarlo non rende automaticamente il prodotto pericoloso: può significare una perdita di caratteristiche organolettiche o, per alcuni nutrienti, una riduzione del contenuto rispetto a quanto dichiarato.
L'ordinamento italiano ha recepito questa distinzione anche sul piano della lotta agli sprechi: la normativa in materia consente la cessione a fini di solidarietà sociale di alimenti che hanno superato il TMC, a condizione che siano integri e conservati correttamente. Il presupposto — integrità e corretta conservazione — è la parte che conta.
Per approfondire questo punto, leggi come conservare correttamente i prodotti.
Come si scrivono le date
Il regolamento prevede formati precisi. In generale l'indicazione comprende giorno, mese ed eventualmente anno, con possibilità di semplificazione crescente al crescere della durata del prodotto: per alimenti con conservabilità superiore ai diciotto mesi può essere indicato il solo anno.
Una precisazione pratica per il servizio clienti: "fine 12/2027" significa fino all'ultimo giorno di dicembre 2027, non fino al primo.
Il lotto
A cosa serve
Il lotto identifica un insieme di unità di prodotto fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche. Non dice nulla sulla qualità o sulla durata: serve alla tracciabilità.
È l'informazione che rende possibile un richiamo mirato, la verifica di una segnalazione, il collegamento fra un reclamo e una specifica partita di produzione.
Dove si trova
Non esiste una posizione unica. Si trova comunemente:
- impresso a caldo o a getto d'inchiostro accanto alla data;
- sul fondo o sul bordo superiore della confezione;
- sulla saldatura di buste e sacchetti;
- sull'astuccio esterno e, separatamente, sul contenitore interno.
È spesso preceduto dalla lettera "L". In alcuni casi la data stessa, quando è espressa con giorno, mese e anno, può fungere da indicazione di lotto.
Perché conservarlo
Se dovete contattare un servizio clienti per un problema su un prodotto, lotto e data sono le prime due informazioni che vi verranno chieste. Fotografare la parte di confezione che li riporta prima di gettarla è una precauzione banale che risolve molte situazioni.
Per approfondire questo punto, leggi come leggere l'etichetta italiana.
Conservazione: prima e dopo l'apertura
Prima dell'apertura
Le condizioni indicate in etichetta sono vincolanti per la validità della data. Temperatura di conservazione, protezione dalla luce, protezione dall'umidità: se non sono rispettate, la data perde significato.
Alcune situazioni frequenti:
La catena del freddo interrotta. Un prodotto refrigerato rimasto a temperatura ambiente per un tempo prolungato non torna sicuro rimettendolo in frigorifero.
Il calore in auto o in magazzino. Le temperature raggiunte in un'auto chiusa d'estate superano largamente qualsiasi condizione di conservazione ordinaria.
L'umidità. Per polveri, integratori e prodotti secchi è spesso più critica della temperatura.
Dopo l'apertura
Qui la regola è semplice e categorica: valgono le indicazioni del produttore riportate in etichetta, non regole generali trovate altrove.
Formule come "consumare entro X giorni dall'apertura" o "una volta aperto conservare in frigorifero" sono specifiche del singolo prodotto e derivano dalle sue caratteristiche e dalle prove condotte dal fabbricante.
Alcuni principi generali utili a inquadrare la logica, che non sostituiscono l'etichetta:
- l'apertura espone il contenuto all'aria, all'umidità e ai microrganismi ambientali;
- i prodotti confezionati in atmosfera protettiva o sottovuoto cambiano condizione al momento dell'apertura, e la data indicata sulla confezione chiusa non si applica più allo stesso modo;
- richiudere accuratamente e rispettare le condizioni indicate incide sulla conservabilità residua;
- prelevare con utensili puliti e asciutti riduce contaminazioni e umidità introdotte.
Il PAO: solo per i cosmetici
Il simbolo del barattolo aperto con un'indicazione del tipo "12M" è il Period After Opening, previsto dalla normativa europea sui prodotti cosmetici. Indica per quanti mesi il cosmetico si mantiene idoneo dopo la prima apertura.
Non si applica agli alimenti né agli integratori alimentari. Cercarlo su una confezione alimentare non ha senso; e per un cosmetico è invece l'indicazione da guardare, insieme all'eventuale data di durata minima.
Tabella riassuntiva
| Indicazione | Che cosa riguarda | Dove si applica | Che cosa succede dopo | Riferimento |
|---|---|---|---|---|
| "Da consumarsi entro" | Sicurezza | Alimenti molto deperibili | Non vendibile, non consumare | Reg. (UE) 1169/2011, art. 24 |
| "Da consumarsi preferibilmente entro" (TMC) | Qualità | Alimenti stabili | Non automaticamente da eliminare, se integro e ben conservato | Reg. (UE) 1169/2011, art. 24 |
| Lotto | Tracciabilità | Tutti i prodotti | Nessuna scadenza; serve per segnalazioni e richiami | Normativa su indicazione del lotto |
| Condizioni di conservazione | Validità della data | Tutti i prodotti | Se non rispettate, la data non è più garantita | Reg. (UE) 1169/2011 |
| Indicazioni dopo l'apertura | Conservabilità residua | Ove previste dal produttore | Fa fede l'etichetta del singolo prodotto | Etichetta del produttore |
| PAO (barattolo aperto, "12M") | Mesi di idoneità dopo l'apertura | Solo cosmetici | Non applicabile agli alimenti | Reg. (CE) 1223/2009 |
La tabella descrive categorie di indicazione. Per ogni singolo prodotto fanno fede l'etichetta italiana corrente e le istruzioni del produttore.
Quando un prodotto non va usato
Indipendentemente da qualsiasi data:
- confezione danneggiata, forata, con saldature aperte o sigillo di garanzia manomesso;
- contenitore rigonfio o deformato, o che emette gas all'apertura;
- muffe, filamenti, patine o corpi estranei visibili;
- odore, colore o consistenza anomali rispetto a quanto atteso;
- separazione o alterazione non prevista dalle istruzioni;
- catena del freddo interrotta per un tempo prolungato, per i prodotti che la richiedono;
- etichetta illeggibile, assente o non in lingua italiana per un prodotto destinato al mercato italiano;
- data di scadenza superata, nel caso della dicitura "da consumarsi entro".
In tutti questi casi la condotta corretta è non consumare, conservare la confezione con lotto e data, e contattare il rivenditore o il produttore.
Per i dettagli pratici, consulta FAQ su ordini e spedizione.
Per i dettagli pratici, consulta come contattare l'assistenza ordini.
Errori comuni
Trattare TMC e scadenza come sinonimi. Sono due cose diverse: una riguarda la qualità, l'altra la sicurezza.
Buttare tutto ciò che ha superato il TMC. È una delle cause documentate di spreco alimentare.
Consumare oltre la data di scadenza perché "sembra a posto". Nei prodotti molto deperibili l'aspetto non è un indicatore affidabile.
Ignorare le condizioni di conservazione. La data vale solo se sono state rispettate.
Applicare regole generali dopo l'apertura. Ogni prodotto ha le proprie indicazioni.
Cercare il PAO sugli alimenti. È un simbolo dei cosmetici.
Gettare la parte di confezione con lotto e data prima di aver finito il prodotto. È l'informazione che serve in caso di problemi.
Travasare in altri contenitori perdendo l'etichetta. Si perdono lotto, data, condizioni di conservazione e allergeni.
Quando contattare l'assistenza o un professionista
- il servizio clienti o il produttore, con lotto e data alla mano, per qualsiasi anomalia riscontrata su un prodotto;
- il rivenditore, per problemi di conservazione lungo la catena distributiva;
- il medico, in caso di malessere dopo il consumo di un prodotto sospetto — conservando, se possibile, la confezione;
- i servizi di emergenza, in caso di sintomi importanti o rapidamente ingravescenti dopo l'ingestione;
- le autorità sanitarie competenti, per le segnalazioni previste; per integratori e preparati vegetali esiste in Italia un sistema di sorveglianza dedicato coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità.