Quando leggi «carboidrati» su un'etichetta, è facile pensare subito allo zucchero. È un'associazione comune, ma non è corretta.
Immagina i carboidrati come una grande famiglia. Gli zuccheri ne sono un ramo, non l'intero albero. Accanto a loro ci sono l'amido e le fibre, come ricorda anche il glossario dell'EFSA.
Pensa a un piatto di pasta. Porta molti carboidrati, ma la parte principale è amido, non zucchero. L'amido è a tutti gli effetti un carboidrato, eppure nell'etichetta europea non viene contato tra gli «zuccheri».
C'è poi una seconda trappola: dolce e zucchero non sono sinonimi. Esistono carboidrati che non sanno di dolce, come l'amido. Esistono anche sostanze dolci che nell'etichetta europea non rientrano nella voce zuccheri, come i polioli: sorbitolo e xilitolo sono due esempi.
La regola da portare con te è una sola: carboidrati non significa zuccheri. Un numero alto alla voce «carboidrati» non ti dice, da solo, quanti zuccheri ci sono, né se sono stati aggiunti.
E a che cosa servono? I carboidrati sono una delle fonti di energia dell'alimentazione. Ma gli alimenti che li contengono non sono intercambiabili: un frutto, dei legumi e una bevanda zuccherata non hanno la stessa composizione. Guardare solo una parola sulla confezione fa perdere il resto della storia. È anche il motivo per cui l'OMS distingue le fonti alimentari e la loro qualità, non soltanto il totale dei carboidrati.
Non devi imparare la chimica a memoria per orientarti. Ti basta separare tre domande: che sostanze ci sono, come vengono conteggiate e quale alimento stai davvero scegliendo. Le mappe qui sotto servono proprio a questo: mettere ordine, senza trasformare ogni pasto in un esercizio di laboratorio.
Vuoi approfondire l'argomento trattato in questo articolo, a noi farebbe piacere tu lo facessi! Buona continuazione di lettura!
La famiglia dei carboidrati vista dalla chimica
La chimica ordina i carboidrati soprattutto in base a quante unità li compongono. La consultazione di esperti FAO/OMS del 1997 ha proposto tre grandi gruppi: zuccheri con una o due unità, oligosaccaridi da tre a nove, polisaccaridi da dieci in su (FAO, Carbohydrates in human nutrition).
L'amido è un polisaccaride: una lunga struttura di unità di glucosio, presente in due forme, amilosio e amilopectina (Commissione europea, Knowledge4Policy). Per questo dire «è fatto di glucosio» non equivale a dire «è uno zucchero» nel senso dell'etichetta.
I polioli sono un caso di confine: la classificazione chimica FAO/OMS li mette accanto agli zuccheri, mentre EFSA e normativa europea li trattano a parte per le diverse proprietà nutrizionali e funzionali (stessa fonte).
Mappa 1: la famiglia secondo la chimica
- Carboidrati
- Zuccheri, da 1 a 2 unità
- monosaccaridi: glucosio, fruttosio, galattosio
- disaccaridi: saccarosio, lattosio, maltosio
- Polioli, alcoli derivati dagli zuccheri: sorbitolo, xilitolo, maltitolo, eritritolo
- Oligosaccaridi, da 3 a 9 unità
- digeribili: malto-oligosaccaridi
- non digeribili: raffinosio, frutto-oligosaccaridi
- Polisaccaridi, da 10 unità in su
- amido: amilosio, amilopectina
- polisaccaridi non amidacei: cellulosa, pectine, gomme
- Zuccheri, da 1 a 2 unità
In questa mappa le fibre non hanno un ramo unico: sono un raggruppamento nutrizionale che pesca da più rami, cioè polisaccaridi non amidacei, oligosaccaridi resistenti alla digestione e una parte di amido detta resistente. Il parere EFSA del 2010 le distingue dai carboidrati glicemici: questi sono digeriti e assorbiti nell'intestino tenue, le fibre arrivano all'intestino crasso.
Mappa 2: le stesse sostanze nella dichiarazione nutrizionale UE
- Carboidrati, voce obbligatoria: i carboidrati metabolizzati dall'organismo umano, polioli compresi
- di cui zuccheri, voce obbligatoria: tutti i monosaccaridi e disaccaridi, esclusi i polioli
- di cui polioli, voce facoltativa
- di cui amido, voce facoltativa
- Fibre, voce facoltativa: riga separata, non compresa nei carboidrati
Le definizioni sono quelle dell'Allegato I del Regolamento UE 1169/2011. L'elenco delle voci obbligatorie e facoltative è riassunto dalla Commissione europea.
La prima mappa descrive le molecole, la seconda il conto in etichetta: sono utili entrambe, a patto di non sovrapporle.
Zuccheri, amido, polioli e fibre a confronto
| Gruppo | Che cosa sono | Sapore dolce | Dove li trovi nell'etichetta UE |
|---|---|---|---|
| Zuccheri | Mono- e disaccaridi | Di solito sì | «di cui zuccheri», obbligatoria, dentro i carboidrati |
| Amido | Polisaccaride formato da molte unità di glucosio | In genere no | «di cui amido», facoltativa, dentro i carboidrati |
| Polioli | Alcoli con più di due gruppi idrossilici | Spesso sì | «di cui polioli», facoltativa, dentro i carboidrati ma fuori dagli zuccheri |
| Fibre | Polimeri di carboidrati con almeno tre unità, non digeriti né assorbiti nell'intestino tenue | Di norma no | «fibre», facoltativa, riga separata dai carboidrati |
La colonna sul sapore descrive una tendenza generale, non un criterio di classificazione.

Dolce, zucchero, definizione di legge: tre domande diverse
Il gusto dolce dipende dall'interazione delle sostanze con il nostro sistema gustativo: non è una misura dei grammi di zuccheri. Per esempio, l'amido e i polioli mostrano perché la sensazione al palato non basta a classificare un ingrediente. La tabella della Commissione europea sui principali carboidrati distingue struttura e gruppi: è un criterio diverso dalla sola dolcezza.
Davanti a un ingrediente puoi quindi porti tre domande distinte:
- struttura: quante unità ha e come sono legate?
- sensazione: attiva i recettori del dolce?
- definizione UE: in quale voce della dichiarazione nutrizionale rientra?
Semplice e complesso: parole da maneggiare con cura
«Semplice» e «complesso» descrivono la dimensione delle molecole, non una pagella nutrizionale. Già la consultazione FAO/OMS sconsigliava l'espressione «carboidrato complesso», perché cambia significato da un Paese all'altro: in Nord America indica soprattutto l'amido, in Europa tutti i polisaccaridi (FAO).
Gli stessi esperti hanno osservato che la natura chimica dei carboidrati non ne descrive per intero gli effetti fisiologici, e che varietà degli alimenti e cottura possono modificare la risposta glicemica. Non si può quindi concludere che semplice significhi rapido e negativo, né che complesso significhi lento e positivo. E dalla sola riga «di cui zuccheri» non si ricava la risposta glicemica di un alimento o di un pasto.
L'OMS, nella linea guida del 2023, parla piuttosto di qualità dei carboidrati: proporzione di zuccheri, digeribilità dei polisaccaridi e quantità di fibra (OMS, Carbohydrate intake for adults and children).
L'esempio dei 30 grammi: perché non diventano 36
Prendiamo un alimento immaginario, usato solo come esercizio. La sua tabella, per 100 g, riporta:
| Voce, per 100 g | Valore |
|---|---|
| Carboidrati | 30 g |
| di cui zuccheri | 6 g |
«Di cui» significa «compresi in»: i 6 g di zuccheri sono già dentro i 30 g di carboidrati. Sommarli e ottenere 36 g significherebbe contarli due volte.
Possiamo dire che 24 g di carboidrati non sono zuccheri secondo la definizione europea. Non possiamo dire che siano tutti amido. Potrebbero comprendere amido, polioli o altri carboidrati che l'organismo metabolizza, come i malto-oligosaccaridi, tra cui le maltodestrine, che l'EFSA elenca tra i principali carboidrati glicemici. Le righe facoltative «di cui amido» o «di cui polioli», quando presenti, possono dare dettagli ulteriori. Senza altri dati non puoi assegnare con certezza quei 24 g a un singolo gruppo.
Le fibre, quando sono dichiarate, stanno in una riga a parte e non fanno parte dei 30 g: non devi aggiungerle o sottrarle per correggere la voce «carboidrati» dell'etichetta UE. La loro assenza dalla tabella, inoltre, non significa che il prodotto ne sia privo. Per ripassare ogni voce c'è la nostra guida alla tabella nutrizionale riga per riga. Sulle fibre c'è anche la nostra guida alle fibre alimentari e a Multi Fibre, che distingue il tema generale dalla lettura del singolo prodotto.

Zuccheri totali, zuccheri aggiunti, zuccheri liberi
La voce «di cui zuccheri» comprende tutti i monosaccaridi e disaccaridi presenti nell'alimento. La tabella europea, quindi, non separa la quantità di zuccheri aggiunti da quella degli zuccheri naturalmente presenti, come il lattosio del latte o gli zuccheri della frutta.
L'elenco degli ingredienti, in ordine decrescente di peso, può mostrarti quali fonti di zucchero sono state aggiunte, come zucchero, miele o sciroppi. Non sempre, però, ne indica la quantità. Per leggere insieme le due parti dell'etichetta c'è la nostra guida su zuccheri in etichetta, tra tabella nutrizionale e ingredienti.
L'OMS usa poi una terza espressione: zuccheri liberi. Comprende i mono- e disaccaridi aggiunti da produttore, cuoco o consumatore e gli zuccheri naturalmente presenti in miele, sciroppi, succhi di frutta e concentrati (OMS, Healthy diet). Non coincide né con la riga dell'etichetta né con l'idea comune di «zuccheri aggiunti».
Guardare l'alimento per intero
L'OMS indica che i carboidrati della dieta dovrebbero provenire soprattutto da cereali integrali, verdura, frutta e legumi (OMS, aggiornamento delle linee guida 2023). È un'indicazione rivolta alla popolazione, non un piano personale.
Un alimento si capisce dall'insieme: ingredienti, tutte le righe della tabella, quantità che consumi davvero e resto del pasto. Lo stesso ragionamento, applicato a un piatto concreto, è nella nostra guida su pasta al pesto, porzioni e composizione del pasto.
Trasparenza
Questa guida è pubblicata su un sito commerciale gestito da un Distributore Indipendente Herbalife, non sul sito istituzionale Herbalife. Ha finalità informative: spiega definizioni e lettura dell'etichetta, non assegna giudizi sanitari a singoli prodotti e non sostituisce il parere di medico, dietista o farmacista. Testo preparato con assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e controllo editoriale delle fonti citate; non è una revisione clinica. Le foto e il video sono illustrazioni generate con IA, non documentano ricette o prove svolte nel negozio.
Aggiornato al 20 ottobre 2026.
Uno sguardo alla varietà degli alimenti
Breve video illustrativo generato con Gemini, senza audio: pane, avena, mela e legumi. Non è un esperimento né una dimostrazione dei valori nutrizionali.
Descrizione del video: una lenta inquadratura mostra pane, una ciotola di avena, una mela e legumi su un tavolo. Nessuna indicazione di quantità o efficacia.